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Settore turismo: al via i career days

marzo 7, 2011

Se state cercando un lavoro nel settore turistico-alberghiero ecco alcune opportunità che non potete lasciarvi sfuggire!

Il primo appuntamento da segnare in agenda è il Turismo Formazione e Professioni Summit (TFP) che si terrà a Milano, a Palazzo ai Giureconsulti il 9 e 10 marzo. Il TFP si annuncia come un contenitore di opportunità lavorative e di formazione. Sarà l’occasione per conoscere le offerte di lavoro, i valori e le mission di importanti aziende del turismo operanti nel settore alberghiero, business travel e tour operator, compagnie di navigazione, agenzie per il lavoro e istituti di alta formazione. Nel corso della due giorni sarà possibile sostenere colloqui liberi con le aziende e candidarsi a una serie di selezioni del personale. Non mancheranno momenti di dibattito e seminari dedicati allo sviluppo delle competenze e delle abilità personali, presentazione di importanti studi e novità professionali utili a tutti gli operatori ecc.

Ritorna l’11 e 12 marzo l’appuntamento fisso con IO Lavoro, la manifestazione giunta alla X edizione, organizzata dall’Agenzia Piemonte Lavoro e promossa da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Regione Valle d’Aosta e Città di Torino che si terrà a Torino presso il Palasport Olimpico Isozaki. Qui si potranno incontrare le aziende del settore turistico, alberghiero e benessere in cerca di personale per la stagione estiva. Anche in questa occasione sarà possibile sostenere colloqui di lavoro, lasciare alle aziende il proprio CV e usufruire del servizio di consulenza gratuita per redigere in modo corretto il curriculum vitae e affrontare al meglio un colloquio di lavoro.

Anche Roma sarà tappa di una manifestazione dedicata al settore turistico. Per 4 giorni, dal 6 al 9 aprile, si svolgerà Fareturismo, un evento che raduna presso il salone delle Fontane: studenti, operatori turistici del pubblico e del privato, rappresentanti delle organizzazioni di categoria e delle associazioni professionali, docenti scolastici e universitari e addetti ai lavori. Anche in questo caso un programma ricco di iniziative: colloqui di selezione con le aziende, presentazione dell’offerta formativa in ambito turistico, presentazione delle figure professionali del settore, seminari di aggiornamento professionale e tanto altro ancora.

Per info:

Turismo Formazione e Professioni Summit – 9 e 10 marzo 2011

IO Lavoro – 11 e 12 marzo 2011

Fareturismo dal 6 al 9 aprile 2011

Maggio mese dell’orientamento.

maggio 17, 2010

Oltre alle numerose segnalazioni che vi abbiamo già dato, il mese di maggio propone un ricco calendario di appuntamenti utili a coloro che hanno bisogno di orientarsi all’interno della vasta offerta formativa presente sul mercato.
Si parte con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che nelle giornate 18-19-20 maggio presenterà le Lauree magistrali nella sede di Piacenza. L’Open day si sposterà poi a Milano dall’8 al 10 giugno e successivamente a Brescia il 15 giugno.

Si continua con l’Università IULM che invita, sabato 22 maggio, studenti e genitori a conoscere l’offerta formativa, a visitare le strutture dell’Ateneo (aule attrezzate per lo studio e la ricerca, Istituti, laboratori linguistici e informatici, biblioteca) a conoscere nel dettaglio i servizi, le attività extracurriculari, le modalità di iscrizione e le iniziative di sostegno allo studio. Per chi non potesse raggiungere l’Ateneo sarà possibile, a partire dalle ore 9.00, seguire in diretta lo streaming dell’Open day.

Per finire con l’Università degli Studi di Milano che sabato 29 maggio, dalle ore 10.00 alle 16.00 aprirà le porte agli aspiranti studenti. Per tutta la giornata, presso gli stand delle Facoltà e delle strutture dell’Ateneo nel Cortile Centrale, sarà possibile ritirare materiale informativo e parlare con docenti e studenti.

Vi segnaliamo anche un interessante appuntamento per chi si sta laureando o è già laureato: martedì 18 maggio, L’Università degli Studi di Pavia offrirà a  laureandi e laureati l’opportunità di iniziare a dialogare con gli attori del mercato del lavoro. L’Ateneo, a partire dalle ore 10.00, aprirà le porte a numerose aziende del territorio che potranno fornire informazioni sul proprio business aziendale e raccogliere i CV degli studenti, illustrare le politiche di recruiting e le opportunità di carriera in azienda, con alcune interessanti testimonianze di stagiaire.
Tra le novità di questa edizione un’area espositiva dedicata interamente alle opportunità di stage e lavoro all’estero.

Vedere oltre la crisi si può, grazie a EXPO

agosto 28, 2009

Dal sito di Scuola di Comunicazione IULM segnalo a tutti questa intervista a Roberto Daneo, coordinatore didattico del corso di specializzazione in Organizzazione e gestione dei grandi eventi internazionali

Dott. Daneo, partiamo con qualche domanda obbligata su Expo. Il 2015 si avvicina. Quali opportunità per Milano?

Mi pare che le opportunità per Milano siano molteplici. L’ospitalità di un grande evento per una città e, in questo caso, per l’intero Paese, rappresenta un elemento catalizzatore di nuove risorse.
Da un lato occorre considerare il rafforzamento dell’immagine internazionale di Milano, che nei sei mesi di Expo ha l’opportunità di diventare il punto di riferimento per il dibattito, lo scambio di esperienze e il “policy making” a livello internazionale sulle tematiche della nutrizione. Il 2015 coinciderà con la fine della Campagna del Millennio, la più importante iniziativa politica e mediatica mai intrapresa dalle Nazioni Unite per incoraggiare la nostra generazione a debellare la povertà quale più grande violazione dei diritti umani esistente. L’occasione per Milano di diventare una specie di “Kyoto dell’alimentazione”, candidandosi autorevolmente a ospitare un riflessione politica globale sul prosieguo della Campagna – i cui indicatori già dimostrano l’irraggiungibilità degli 8 grandi Obiettivi del Millennio – è del tutto evidente. La politica di grandi alleanze internazionali intrapresa da Expo va appunto in questa direzione.

Dall’altro lato, i grandi eventi sono un fattore di attrazione di investimenti nella città e nella regione ospitante, spesso concentrati in un periodo di tempo molto ristretto. Considerati i vincoli di bilancio e la situazione finanziaria attuale, mi pare che un investimento di questa portata rappresenti già uno sforzo straordinario, il cui effetto sarà anche quello di accelerare gli altri investimenti già programmati sul territorio, e che troveranno nel 2015 una scadenza naturale entro la quale si cercherà di portarli a completamento. Questo è stato uno dei fattori di successo anche di Torino 2006: investimenti già pianificati e in fase istruttoria da tempo, come la prima linea di metropolitana, sono stati realizzati nei tempi previsti per l’avvio dei Giochi Olimpici.
Non a caso, gli studi condotti sull’impatto economico e occupazionale, stimano in 70.000 unità annue l’occupazione generata complessivamente dall’evento, con una produzione attivata pari a circa il doppio degli investimenti.

Infine non dimentichiamo la cosiddetta eredità immateriale di un grande evento come l’Expo, che prescinde dai semplici effetti sulla spesa. Tutta la letteratura corrente in merito all’impatto dei Grandi eventi sul territori ospitanti, concentra sempre di più l’attenzione sulla cosiddetta “eredità intangibile”, le cui componenti sono normalmente suscettibili di generare effetti positivi strutturali sullo sviluppo della città, in una logica di sostenibilità. Il riposizionamento internazionale della città; il fermento culturale e creativo generato; il rafforzamento delle competenze e la qualificazione del capitale umano; il consolidamento dei flussi turistici; i programmi educativi rivolti alle giovani generazioni; i programmi di sostenibilità ambientale: ecco una serie di potenziali effetti positivi che auspicabilmente contribuiranno a “modellare” lo sviluppo futuro di Milano e della Lombardia in una direzione di sostenibilità.

…E quali rischi?

Sul piano organizzativo, un grande evento presenta aspetti di complessità assolutamente unici e strettamente dipendenti da una data di inizio che non ammette possibilità di rinvio. Di conseguenza richiederà una forte capacità di “project management”, con l’applicazione di procedure rigorose di controllo di tempi e costi, particolarmente importanti in un paese come l’Italia, che ha una tradizione amministrativa piuttosto complessa. Sotto questo profilo l’Expo, rispetto a altri grandi eventi, presenta alcune peculiarità di cui tenere conto: il fatto che nel cantiere Expo si troveranno contemporaneamente ad operare diversi paesi espositori (e quindi diverse stazioni appaltanti), costituirà sicuramente una sfida per il coordinamento delle attività.

L’efficiente organizzazione dell’Expo non potrà prescindere poi da tutta una serie di servizi, che dovranno “attutire” l’impatto dei 21 milioni di visitatori attesi sulla città, rendendo compatibile la loro presenza con i normali flussi del territorio. Pensiamo ad esempio al tema dell’accessibilità internazionale e nazionale alla città, al piano della mobilità sul territorio, al piano di ricettività che dovrà offrire ai visitatori la sensazione di un’esperienza unica, alla sicurezza, all’organizzazione di servizi di supporto quali i servizi medici, la raccolta rifiuti, l’igiene del suolo, solo per fare qualche esempio. Di particolare complessità si presenta inoltre tutto l’aspetto legato alla logistica e all’approvvigionamento di materiali, che richiederà un attenta pianificazione per soddisfare le attese dei paesi organizzatori.

Lo scorso 30 giugno sono stati presentati dal Comune di Milano i risultati del sondaggio Exponiti. Il dato in evidenza è che il 50% dei milanesi sostiene di essere poco o per nulla informato sull’Expo del 2015. Lo stesso Lucio Stanca ha dichiarato che sarà necessario un “grande sforzo di comunicazione”. Ci dica, quanto è importante per il successo di un grande evento saper dialogare con la cittadinanza?

Il rapporto con tutti gli stakeholders, e in primis con la popolazione della città ospitante, è fondamentale per la riuscita di un grande evento. Per la Società di Gestione si tratta di favorire la crescita graduale di un sentimento di entusiasmo nei confronti dell’Expo, ampliando la base di consenso intorno alla manifestazione e prevenendo possibili criticità legate sia alla fase di cantiere, sia a quella di effettiva gestione dell’evento. Non c’è dubbio che la riuscita dell’Expo dipenderà anche dalla risposta che i cittadini milanesi sapranno dare alla gioiosa invasione di visitatori e dalla loro stessa voglia di partecipazione attiva all’evento. Pensiamo, ancora una volta, allo straordinario calore che i torinesi hanno manifestato nei confronti dei Giochi Olimpici, come componente imprescindibile di successo della manifestazione, a partire dalla massiccia adesione al programma dei volontari.

Venendo ai risultati del sondaggio, credo che nei giorni scorsi si sia inserita una novità piuttosto dirompente, rappresentata dagli Stati Generali: un appuntamento che ha segnato un livello di partecipazione straordinario, non solo per la raccolta di idee interessanti, ma anche per la semplice volontà di contribuire con il proprio tempo e la propria creatività alla riuscita dell’Expo.

Si tratta senza dubbio dell’avvio di una nuova fase di comunicazione, che pone le premesse per un modello di interlocuzione con la cittadinanza strutturato e di ampio respiro, destinato a soddisfare la legittima richiesta di informazione, attraverso la creazione di “agorà” virtuali, che possano dar voce alle possibili preoccupazioni o esigenze e contestualmente aggiornare la popolazione sullo stato di avanzamento organizzativo. Il ricorso ai nuovi media e social networks, inaugurato dagli Stati Generali, secondo me sarà destinato a rivoluzionare il modo di dialogare con i cittadini nei grandi eventi.

Parliamo del corso in “Organizzazione e gestione dei grandi eventi internazionali” del quale lei è coordinatore didattico. A novembre partirà la seconda edizione, cosa è cambiato rispetto alla prima esperienza? Quali saranno i temi al centro dell’attenzione?

Forti dell’apprezzamento della prima edizione del corso, ma anche dell’esigenza manifestata di maggiori approfondimenti in alcuni ambiti, abbiamo voluto estendere la durata del corso da 40 a 60 ore. Le aree tematiche del corso resteranno sostanzialmente quelle già proposte: ad un’analisi e rassegna dei Grandi Eventi cui candidarsi nei prossimi anni, seguiranno una riflessione qualitativa sulle opportunità per i territori ospitanti, le metodologie di analisi dell’impatto economico e occupazionale, le politiche sostenibilità dell’evento e un approfondimento sulla fase di candidatura vera e propria (redazione del dossier di candidatura, costruzione del consenso locale, campagna di promozione internazionale, ecc.).

Nella seconda parte del corso, si entrerà nel dettaglio dei diversi aspetti organizzativi: dal project management, all’organizzazione spaziale del sito e del Master Plan; dai possibili modelli di governance territoriale ed amministrativa degli eventi, alla costruzione del budget; dalla struttura organizzativa ai servizi di supporto necessari per la riuscita dell’evento (trasporti, sicurezza, servizi medici, waste & cleaning, ecc.).

Infine, una spazio ancora maggiore sarà dedicato a tutti gli aspetti legati alla comunicazione dei grandi eventi: relazione con gli stakeholders, media relations, eventi promozionali; il marketing dei grandi eventi con la strategia di sponsorizzazione, di licensing e di ticketing attivabile nonché tutte le attività di marketing territoriale, per la promozione della regione ospitante. E’ in questo ambito che una decina di ore addizionali saranno dedicate a diversi approfondimenti.

Altre 10 ore aggiuntive saranno invece finalizzate a un “case study”, che prevederà l’elaborazione di un vero e proprio dossier di candidatura ad un grande evento, da proporre eventualmente a un’amministrazione locale, anche attraverso accordi di collaborazione inter-ateneo.
Un’esercitazione che spero possa rivelarsi sfidante per i partecipanti al corso, fornendo loro le stesse motivazioni che hanno animato la candidatura di Milano all’Expo.

Dott. Daneo, ultima domanda: perché specializzarsi nell’organizzazione di grandi eventi?

L’organizzazione di un grande evento rappresenta per il territorio ospitante un’opportunità di catalizzare investimenti e/o di accelerarne la realizzazione, soprattutto in un contesto di contrazione delle spese di investimento, quale quello attuale.

Tuttavia, non sempre in Italia si è sviluppata la percezione delle opportunità offerte da questo settore, forse anche perché organizzare un grande evento richiede competenze specifiche non facilmente reperibili sul mercato. In particolare, il rigoroso controllo dei tempi rappresenta un fattore cruciale di successo, che spesso si scontra con una prassi amministrativa e una legislazione in materia di lavori pubblici eccessivamente pesante.

La struttura del corso ipotizzata intende offrire un quadro generale delle principali variabili di cui tener conto nell’elaborazione di un progetto di candidatura e di successiva pianificazione e realizzazione dell’evento. Particolare attenzione viene posta sugli aspetti legati alla commercializzazione dell’evento, alla comunicazione e costruzione del consenso, nonché alla definizione di un bilancio di equilibrio che ne renda accettabili i costi per la collettività.